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La storia di Mohamed

 
 
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Oggi per la Croce Rossa di L’Aquila è stata una splendida giornata.
Circa un mese e mezzo fa un cittadino somalo residente a L’Aquila contatta il nostro sportello d’ascolto: Carla, nostra volontaria, accoglie la richiesta di aiuto.

Il nipotino del signore, figlio della sorella, ha gravi problemi di salute che non possono essere curati e risolti direttamente nel paese d’origine.

È a quel punto che si mette in moto quella grande macchina della solidarietà che è Croce Rossa Italiana.

Francesca Laschiazza, volontaria CRI già delegata internazionale in Mozambico, contatta il Comitato Nazionale, dietro suggerimento del Presidente Regionale, avviando le pratiche per cercare di portare in Italia la mamma e il bambino.

In Somalia la situazione è difficile: anche le pratiche più semplici possono richiedere tempi lunghissimi, figuriamoci quelle per il trasferimento di un bambino in condizioni di salute precarie.

Ma ciò non ferma Croce Rossa che perseverando, grazie alla generosità della ditta aquilana “Nethex care”, dei colleghi di lavoro dello Zio e degli stessi volontari del Comitato CRI di L’Aquila, riesce a far arrivare in Italia il bambino, accompagnato dalla madre.

Un grazie particolare va al Presidente Regionale Gabriele Perfetti e al Presidente Nazionale Francesco Rocca, in contatto con l’ambasciata italiana in Kenia, che si sono adoperati per risolvere tutte le questioni burocratiche legate al trasferimento; alla Croce Rossa del Kenia, che contattata ha fornito il team medico che ha permesso al bambino di viaggiare in sicurezza e ai volontari del Comitato di Guidonia, che hanno accompagnato il piccolo paziente all’Ospedale “Bambin Gesù”, dove nei prossimi giorni subirà un’operazione salvavita.

La dedizione e l’impegno del team della Croce Rossa del Comitato di L’Aquila ha raggiunto un grande risultato, ribadendo con fermezza quel principio dell’Umanità su cui i volontari di tutto il mondo basano la propria azione quotidiana.

La ricompensa più grande è stato vedere il sorriso pieno di gratitudine della giovane mamma, dello zio e lo sguardo dolce e profondo del bambino.

Questa è la Croce Rossa che ci piace e che vogliamo portare avanti.